Vin de France d'autore: Maison Glandien e la scelta della categoria più semplice

3 nov 2026
Maison Glandien Les Ecully Rouge Vin de France 2021 0,75l

Sull'etichetta di Maison Glandien non ci sono il nome di un villaggio né quello di un cru: c'è scritto Vin de France, la categoria più semplice del vino francese. Per molti vignaioli non è un ripiego ma una scelta precisa, e capirla aiuta a leggere le bottiglie nel modo giusto. In queste righe vediamo che cos'è il Vin de France, perché alcuni produttori lo preferiscono alle denominazioni d'origine, chi c'è dietro Maison Glandien e come servire e osservare nel calice i Vin de France della selezione di STELT.

Che cos'è il Vin de France

Il nome tecnico è «vino senza indicazione geografica»: sono gli eredi dei vecchi vin de table. La riforma europea del vino, in vigore dal 1° agosto 2009, ha permesso a questi vini di indicare in etichetta il vitigno e l'annata, e in Francia la dicitura Vin de France ha preso a poco a poco il posto della vecchia categoria.

La regola che conta di più riguarda l'origine: in etichetta non si può scrivere una provenienza più precisa della Francia, quindi niente regione e niente comune. In cambio, uve e vini di regioni diverse possono finire nella stessa bottiglia, e il vignaiolo non è legato ai vitigni previsti dal disciplinare di una zona.

Perché un vignaiolo sceglie la categoria più semplice

Le denominazioni d'origine proteggono un luogo e uno stile, e per farlo fissano regole precise. Il disciplinare delle Côtes du Jura, per fare un esempio, elenca i vitigni ammessi e delimita la zona in cui si raccolgono le uve e si fa il vino. I vini, inoltre, passano controlli che comprendono la degustazione, e chi si allontana troppo dallo stile atteso della zona può restare escluso.

Tre ragioni, in particolare, spingono a uscire da questo perimetro. C'è la geografia: chi compra uve in zone diverse, e le vinifica lontano da dove sono nate, spesso non rientra in nessuna denominazione. Ci sono i vitigni: una varietà che il disciplinare locale non prevede costringe a rinunciare al nome della zona. E c'è lo stile: vinificazioni con lieviti indigeni e senza filtrazione possono dare vini diversi dalla media, quindi più esposti a un giudizio negativo. Il Vin de France toglie questi vincoli. Ma l'etichetta, così, non racconta più il luogo: a parlare restano il nome del produttore e, quando ci sono, il vitigno e l'annata. Per questo, con un Vin de France, conta sapere chi c'è dietro la bottiglia.

Maison Glandien, il micro-négoce di Tino Kuban

La storia di Maison Glandien comincia a Meursault nel 2018. Tino Kuban, berlinese, arriva in Borgogna dopo esperienze in diverse cantine, in Francia e all'estero; quell'anno vinifica poche botti di uve comprate, per sé e per gli amici. Dal 2020 il progetto diventa un micro-négoce vero e proprio: le uve arrivano da viticoltori con cui Kuban lavora in più regioni, tra cui Borgogna, Beaujolais, Alsazia e Jura, e le etichette escono come Vin de France.

Il lavoro in cantina segue una linea chiara. I rossi fermentano a grappoli interi, con macerazioni lunghe; per i bianchi si usa la pressa verticale. Il vino affina in botti già usate e va in bottiglia senza chiarifica né filtrazione, con pochissima solforosa. Tra i vini della maison scelti da STELT ci sono, dell'annata 2021, i rossi Les Ecully, La Leux e L'Ouverture Rouge, e il rosato L'Ouverture Rosé. La collezione Maison Glandien racconta la maison e raccoglie le sue etichette.

Altri Vin de France: Allante & Boulanger e Bornard & Ponnelle

Il Vin de France non è una scelta solo da négoce. Allante & Boulanger è il progetto di due vignaioli che fanno i loro vini nel sud del Jura, tra Gizia e Rotalier, il villaggio dove ha sede anche il Domaine Ganevat, protagonista del nostro percorso sul Jura e sul Vin Jaune. Nella collezione dei vini del Jura STELT ha tre loro etichette: il Poulsard, uno dei vitigni rossi della regione, il bianco Phénomaynal e un Pineau d'Aunis, vitigno storico della Loira che il disciplinare delle Côtes du Jura non prevede.

Nella stessa selezione c'è anche il Les Viandris Chardonnay 2021 di Bornard & Ponnelle, un bianco che esce anch'esso come Vin de France.

Come servire i Vin de France: temperatura e ordine

Con vini poco solfitati e non filtrati, come quelli di Maison Glandien, l'attenzione comincia prima di aprire la bottiglia: vanno tenuti al fresco e al riparo dagli sbalzi, perché il caldo accelera l'evoluzione del vino. Conviene anche mettere in piedi le bottiglie non filtrate qualche ora prima, o meglio il giorno prima, così l'eventuale deposito scende sul fondo; poi si versa con calma, senza scuotere.

Bianchi e rosato vanno serviti tra i 9 e i 12 gradi, i rossi leggeri tra i 12 e i 14. Meglio partire un grado sotto, perché nel bicchiere il vino si scalda di circa due gradi. Troppo freddo, un rosso sembra più duro e amaro; troppo caldo, fa sentire l'alcol. Quanto all'ordine, la regola è andare dal vino più leggero a quello più strutturato. Con le bottiglie citate qui, una sequenza possibile è questa:

  • i bianchi, Les Viandris Chardonnay e Phénomaynal;
  • il rosato L'Ouverture Rosé;
  • i rossi da vitigni di colore chiaro, il Poulsard e il Pineau d'Aunis di Allante & Boulanger;
  • i rossi di Maison Glandien, L'Ouverture Rouge, Les Ecully e La Leux.

Un rosso giovane appena aperto può sembrare chiuso, con odori di riduzione che si attenuano con l'aria. Con i rossi più delicati è meglio dare tempo al vino nel bicchiere.

Che cosa osservare nel calice

Il colore va guardato senza pregiudizi. Il Poulsard, per esempio, ha bucce sottili e dà rossi molto chiari, a volte vicini al colore di un rosato, che però a tavola si trattano come rossi. Anche il Pineau d'Aunis dà vini di colore chiaro.

Poi la limpidezza: un vino senza chiarifica né filtrazione può apparire leggermente velato o lasciare un deposito, e non è un difetto. Infine il tempo. Conviene versare poco vino alla volta e tornarci dopo qualche minuto: con l'aria e con la temperatura che sale, il vino cambia, ed è un aspetto da seguire con attenzione in una degustazione.

Nella selezione di STELT questi Vin de France stanno accanto ai vini di denominazione della Borgogna e del Jura, e il confronto aiuta a capire che cosa dice, e che cosa tace, un'etichetta. STELT, enoteca di vini pregiati a Lucca, organizza degustazioni e incontri tematici, anche in forma privata per piccoli gruppi di appassionati e collezionisti. Fa parte della Settimana delle degustazioni di STELT: ogni giorno un percorso nel calice.


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